{"id":12285,"date":"2020-04-02T12:29:22","date_gmt":"2020-04-02T12:29:22","guid":{"rendered":"https:\/\/studiolegalemigliazza.it\/?p=12285"},"modified":"2021-06-12T14:57:21","modified_gmt":"2021-06-12T14:57:21","slug":"autotrasporti-tempi-di-guida-e-riposo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studiolegalemigliazza.it\/en\/autotrasporti-tempi-di-guida-e-riposo\/","title":{"rendered":"Come gestire l\u2019obbligo di organizzazione delle attivit\u00e0 dei conducenti"},"content":{"rendered":"<p><em>In sintesi<\/em><br \/>\nSecondo la <strong>sentenza n. 2557\/2019<\/strong> pronunciata dal <strong>Tribunale ordinario di Brescia<\/strong>, <strong>il datore di lavoro<\/strong>, per provare il corretto adempimento dell\u2019obbligo di organizzazione dell\u2019attivit\u00e0 del conducente, in conformit\u00e0 di quanto previsto dal Regolamento CE 561\/2006, <strong>deve dimostrare di aver indicato destinazioni che, per le loro distanze, consentano al conducente di rispettare i tempi di guida e di riposo previsti dalla normativa.<\/strong><\/p>\n<p><em>Il fatto<\/em><br \/>\nLa Polizia stradale aveva emesso un verbale di contestazione contro una societ\u00e0 di autotrasporti a causa di una presunta \u201cnon osservanza delle disposizioni del regolamento CE 561\/2006\u201d che disciplina i periodi di guida, le interruzioni e i periodi di riposo per i conducenti che effettuano il trasporto di persone e di merci su strada.<br \/>\nIl ricorso proposto dall\u2019azienda per l\u2019annullamento del suddetto verbale viene rigettato in primo grado perch\u00e9, nonostante fosse stato dimostrato il corretto adempimento degli obblighi di controllo e di formazione del dipendente, non era stato provato l\u2019adempimento dell\u2019obbligo di organizzare l\u2019attivit\u00e0 del conducente in modo da consentire il rispetto della normativa sui tempi di guida e riposo dei conducenti prevista dal regolamento CE 561\/2006.<br \/>\nL\u2019azienda dunque propone ricorso lamentando che:<\/p>\n<ol>\n<li>manchi nella sentenza il percorso logico seguito dal Giudice di Pace per arrivare alla conclusione formulata a causa della mancanza di riferimenti alle prove documentali fornite;<\/li>\n<li>\u00a0Il Giudice di Pace abbia dichiarato l\u2019inadempimento dell\u2019obbligo di organizzazione dell\u2019attivit\u00e0 del conducente nonostante le istruzioni circa i tempi di guida e riposo, conformi al regolamento, fornite al lavoratore;<\/li>\n<li>Non siano state valutate le prove offerte circa l\u2019organizzazione delle attivit\u00e0 di tutti i dipendenti nella giornata in cui \u00e8 stato emesso il verbale.<\/li>\n<\/ol>\n<p><em>La parola al Tribunale in funzione di Giudice di Appello<\/em><br \/>\nI motivi di appello, vista la loro connessione, vengono esaminati congiuntamente.<br \/>\nTenuto conto di quanto stabilito dalla normativa in tema di responsabilit\u00e0 dell\u2019impresa di trasporto sui tempi di guida e riposo dei conducenti, viene sottolineato che <strong>l\u2019azienda<\/strong>, pur dovendo organizzare in linea generale l\u2019attivit\u00e0 dei dipendenti, <strong>non pu\u00f2 \u201cstabilire in via preventiva gli orari in cui il conducente debba effettuare le pause e le interruzioni prescritte\u201d perci\u00f2 \u201cl\u2019organizzazione cui \u00e8 tenuta riguarda l\u2019indicazione di destinazioni che, per le loro distanze, consentano al conducente di rispettare i tempi di guida e di riposo previsti dalla normativa\u201d<\/strong> pertanto, ci\u00f2 che deve essere provato \u00e8 il fatto di aver organizzato il lavoro in modo da consentire al conducente il rispetto dei tempi di guida-riposo previsti dalla normativa.<br \/>\nNel caso di specie, grazie alla documentazione e al tracciato satellitare, considerati gli orari di inizio e di fine dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa e soprattutto considerato che tra l\u2019ora di rientro effettivo e quella entro cui la giornata lavorativa avrebbe dovuto concludersi vi sia stato un lasso temporale di un\u2019ora e venti, \u00e8 chiaro che l\u2019organizzazione dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa consentisse al dipendente di effettuare le consuete pause previste.<br \/>\nDeriva quindi che il Giudice di Pace sia incorso in errore nel momento in cui ha escluso che l\u2019appellante avesse fornito la prova liberatoria.<br \/>\nPer questi motivi l\u2019ordinanza impugnata \u00e8 stata annullata cos\u00ec come il verbale di contestazione e la parte appellata \u00e8 stata condannata al pagamento delle spese del giudizio.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In sintesi Secondo la sentenza n. 2557\/2019 pronunciata dal Tribunale ordinario di Brescia, il datore di lavoro, per provare il corretto adempimento dell\u2019obbligo di organizzazione dell\u2019attivit\u00e0 del conducente, in conformit\u00e0 di quanto previsto dal Regolamento CE 561\/2006, deve dimostrare di aver indicato destinazioni che, per le loro distanze, consentano al conducente di 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